martedì 18 giugno 2013

Will Smett

After Earth
Trama: Ho chiamato un regista giallo col mio figlio collaudato / come in Formula 1 mi sentivo gassato

Quello che sta facendo Will Smith è sbagliato. Sbagliato per lui, per la società, per il cinema, per il figlio. Will, smettila. Will Smett!
Prima di tutto per lui, che comunque è uno di quegli afroamericani in vita e in salute che fa da esempio agli afroamericani in vita e meno salute: due carriere (cantante e attore) una meglio dell'altra, soldi a palate, impegno civile, ficaggine varia ed eventuale. Una carriera più o meno intonsa (non fosse stato per la lingua di Muccino ancora infilata dietro ceh dà fastidio e qualche seguito di troppo) e poi che cosa mi vai a fare? Un film ORRENDO solo per permettere a tuo figlio di recitare perché altrimenti non lo vuole nessuno e a ragione visto che ammettiamolo, tuo figlio è un CANE! NON sa recitare, neanche il minimo richiesto, manco una scena d'azione su schermo blu, ma proprio manco stare fermo in una stanza. Siamo oltre la mancanza di talento, che può pure essere perdonata, ad un quindicenne, invece qui è imperdonabile perché siamo dalle parti del "tutto mi è dovuto". Lo si vede proprio dalla faccia, una bella faccetta da cazzo, Jaden Smith, con quell'occhio perennemente a mezz'asta di chi sa che tanto, se domani gli venisse il pallino, chessò, di aprire una società di import/export di scubidù, potrebbe farlo senza batter ciglio.
E infatti quello che sta facendo Will (cioè regalare al figlio i film... Ciao papà, che mi regali per natale? Che ne dici di un film? Ganzo!) è sbagliato proprio per l'educazione in generale: io capisco che i figgh' song pezz' è core, benvenidos a figghiomio, però qui non c'entrano nè la Montessori nè Steiner, qui si tratta proprio del vizio oltre l'umana concezione. Perché se io vizio mio figlio regalandogli il macchinone fatti nostri, se invece gli regalo una "carriera" cinematografica, allora è tutto un altro paio di maniche, perché poi quei film vengono fatti e pure distribuiti. E pure visti, da scemi come me.
Lo sbaglio continua se pensi appunto che, spogliato dal "eh. padre e figlio che fanno padre e figlio. eh. che. bello. (fun fact: no.)" il film rimane un'Opera, ogni film è sempre un'Opera. Certo, in questo caso mortaccina, banale, di quella linearità talmente... lineare, che ti fa chiedere "ma perché? non ha neanche la decenza di farmi un twist end del tipo "NAA! ERA TUTTA UN'ESERCITAZIONE" che avrebbe deluso lo stesso, per carità, ma avrebbe deluso in maniera molto diversa e sicuramente più interessante di un "NAA! NON ERA TUTTA UN'ESERCITAZIONE COME PENSAVO". 
Che poi, quando vedi che il regista è Shemolayan, dai te l'aspetti il finale a sorpresa, e invece manco quello! Ok, è pur vero che Shemolayan non è più nessuno, dopo questo. Ma togliergli anche il gusto del finalino con sorpresa... porello.
Comunque facevi prima a girartelo da solo Will! Perché After Earth non è altro che il tuo filmino delle vacanze! Il filmino della vacanza per la parte maschile della famiglia Smith, e a noi che ce frega? Può interessare sicuramente a Muccino, ma a noi no! 
Che poi, la famiglia Smith. Guarda che se ti metti un attimo a pensare sono un po' la prova vivente del prototipo di famiglia afroamericana che abbiamo imparato a conoscere in TV. Sono i nuovi Robison! E lo sai da che lo vedi? Dal fatto che si vestono DI MERDA. Ci potrebbero fare un Tumblr. Smithvestitidimmerda.

Ma peggio di tutti si veste proprio lui, Jaden, un piccolo modello wannabe che trova degli outfit da urlo... di Munch
Se ne va in giro anche così:
Risultante peraltro più elegante di tutte le altre volte. Riesce ad essere brutto, antipatico e vestito male pure nelle action figure

Però alla fine gli Smith sono anche buoni, hanno anche adottato un cinese e lo portano sempre con loro:

Orrendo film, orrendo orrendo orrendo film, e il fatto che puzzi di Scemology lontano un miglio lo fa diventare ancora più orrendo. Will, che ricordiamo ha scritto il plot (in questo caso ribattezzato plop), professa di essere multicredente, cioè di credere a tutto il meglio delle varie religioni del mondo, ivi compreso Scemology. Il film l'ha scritto lui. Fatte du' conti. Certo Will poi ti voglio vedere vestito da Xenu, con le treccine ebraiche, il punto rosso in fronte che reciti un'Ave Maria al contrario davanti a Odino, che confusione. Finisce che ti rimandano qui sulla Terra. Insomma orrendo perché se da una parte c'è la chiara intenzione di rivolgersi ai young young adults affezionati al piccolo Jaden (forse e dico forse, se siete afroamericani dai 13 ai 15 anni, il film vi piacerà pure) dall'altra c'è questo lato educativo del "vinci la paura" che preoccupa.
Riassumendo: Will Smith, personaggio/padre, è un militare del futuro che riesce a non avere mai paura. Grazie a questa qualità riesce ad ammazzare gli alieni che "sentono la paura" (grandi idee...), diventando praticamente invisibile.
MA. CHE. PALLE. non avere mai paura, te lo immagini che vede L'esorcista e sta tutto il tempo a sbadigliare? Te lo immagini che gli si rompono i freni del roulottone dove vive e mentre sta per schiantarsi contro un autotreno carico di nafta se ne sta lì fermo e si mangia un pacchetto di Cheerios. Te lo immagini?
Ecco però è proprio il concetto di "non aver paura" che è sbagliato, anche perché la paura è proprio la base del coraggio, e l'Eroe se non ha paura è solo un cretino. [sì, lo so]
Ma l'invasione dei piccoli Smith è appena cominciata. Sono sicuro che il piccolo Jaden più crescerà e più si reinventerà rapper, regista, modello e stilista, come il peggiore dei Muccino. E sono anche sicuro che tempo un paio d'anni anche la figlia Willow (!) arriverà al cinema, oppure già ci è arrivata? (Controllato. Ci è già arrivata.)
I meriti del padre si scontrano con le colpe dei figli: Will è uno che molte cose buone (sempre nella sfera dell'intrattenimento) le ha fatte, e che comunque tiene testa a Letterman, non è mica da tutti
poi quando mette in mezzo Jaden si copre di ridicolo.
A proposito di Robinson, di "stile", di tumblr e di vestitidimmerda, questo sito ti fa capire tante cose:
 
 
Abbasso gli Smith, la nuova famiglia afroamericana di riferimento per la risata.
video
Se questa è la vita che fanno gli Smith /
per me mmh mhh sai tanto male lo è

lunedì 17 giugno 2013

SIAMO SERIAL • Tana Liberace Tutti

Behind the Candelabra
Trama: Maestro di pianofotte

Quando ho letto il cognome del protagonista di questo biopic televisivo carico di gente altosonante (Sodenbergh l'antipatico, Douglas il vecchio, Damon il Matto) avevo per un attimo pensato che si trattasse della storia di un carcerato romano de' Roma ingiustamente imprigionato che scatenava una rivolta contro il giudice ingiusto al grido di "LIBBBERACE!! CE DEVI DA LIBBERA'!"... e invece no, invece era un pianista gay di Las Vegas famosissimo in Amerigay.
Io non lo conoscevo, ma ignoranza mia, figurati io non conoscevo nè quello di Shine nè quello de Il Pianista. Giusto quello di Amadeus... com'è che si chiamava?
La produzione televisiva - mascherata con un "Hollywood non ci ha voluto perché, amòre, eravamo troooòppo gay" - e i costumi, questi:
ma credo più che altro questi
...mi hanno convinto a vederlo. E il film tv, anche lui, mi ha convinto. La mia sessualità, ecco forse su quella qualche dubbio inizio ad averlo...
Dunque, la storia è quanto mai "cinematografica": ragazzo sempliciotto si incontra/scontra con la personalità strabordante e da drama queer (!) del pianista, dedito agli eccessi, sia di anelli sulle dita che di arci gaiezza strabordante: una sorta di Elvis della musica classica che con lustrini e paillettes acceca le nonnine. Lui e i suoi completini al bacio, di dama
Uno che era pure partito serio
ma poi niente, la paillette vince sempre:
Il giovine ne rimane avilluppato tanto da sottopporsi a diverse sedute di chirurgia estetica per assomigliare all'attempata e strampalata star (starpalata, anzi starpelata), roba da Matt. Eccoli finti
Eccoli veri
Al fasto e alla celebrità ovviamente corrispondono (come sempre) desolazione e tristezza, paranoia e rottura di palle (!)

Di qui la "caduta", nei bordelli gay e nella droga, nelle litigate e nei candelabri tirati a urlarsi - Sei Pazza! - E tu sei Matt! Quindi da così

a così

Un finale - un po' sbrigativo, in effetti - un po' triste e un po' no, chiude una produzione che prende tutta la sua forza dalle interpretazioni. Mickey e Matty sono proprio bravi, niente da dire; certo, il fatto che Liberace fosse già macchietta di sè stesso nella realtà rende un po' più facile il lavoro di Douglas, che comunque alla moglie je magna in testa, e che si fa due tre siparietti di grande simpatia e altri due tre di grande pena. Certo mai quanta simpatia e pena al contemppo poteva provocare quello vero:

Matt invece, nonostante sia troppo vecchio per il giovinastro che interpreta, è un gaio controllato e per nulla "becero". Per fortuna tornato in forma, lo vogliamo ricordare anche così. Insomma bravi, che quando eterosessuali interpretano omosessuali c'è sempre il rischio "vizietto", qui siamo più dalle parti di un Milk senza politica, un Valentino ma senza gaia fine, tutto con vestiti di Priscilla
Ma sopra tutti, sopra tutto, oltre ogni considerazione seppure positiva di Behind the Candelabra (certo se facevano i maghi era meglio, sai che numeri di sparizione con quel candelabro. Ciao sono Ciebbì, e dopo vado al Gay Pride, che mi devono crocifiggere), si staglia nel firmamento delle visioni che ti fanno fare gli incubi la notte LUI, SOLO LUI, FORTISSIMAMENTE LUI: ROB - porca puttana cosa cazzo hai fatto alla faccia - LOWE!

MIO.

DIO.
ROLL UP FOR THE MAGICAL BISTURI TOUR!!! 
Rob, sei una lucertola! E la rete già ti ama alla follia, sei già un meme vivente:
Behind the Candelabra non approfondisce, ma neanche delude. Dosa bene gli elementi che fanno parlare di lui senza bisogno di sforzarsi troppo - basta prendere due star e farli baciare per conquistare le copertine, ancora siamo a questo punto?

e l'effettiva buona fattura. Che pur esiste. E ci rivediamo ai Golden Globe.
E siccome non voglio mai perdere l'occasione di stare zitto invece di fare battute becere dal gusto squallido giocando con certe assonanze quando il destino me le mette (!) di fronte, ecco che nel film ci sta pure Scott Ba... kula.
E ticoticottì. E ticoticottà.

domenica 16 giugno 2013

L'invidia del Pixel

Ho fatto due articoli pieni di grandi grossi e grassi PIXEL su quel sito a cui voglio fare le scarpe, DATE*HUB (continuo a sperare che sia un sito di appuntamenti, invece non si cava un ragno dal buco, o il contrario).
Comunque questa volta si parla della gente matta nel mondo che trasforma i film in cose fatte di pixel. Che uno dice "vabbé, la pixel art alla fine è sempre uguale, cose squadrettate e hai fatto. E invece per niente proprio. Esempio: prendili tu questi Ghostbuster, ma chi erano mai i Ghostbuster? Eccoli in diverse declinazioni di pixel:
Per vedere le cose statiche clicca QUI.
Per vedere le gif animate di Andy Helms clicca QUI.
Insomma clicca il pixel.

giovedì 13 giugno 2013

Only Sguardl Forgive

Solo Dio perdona
Trama: Drive me to Bell

Ci potevi credere? Io non ci potevo credere, eppure è proprio così: non solo Only God Forgive è un bruttissimo film, di certo il peggiore di Refn (che ok, sta su un altalena, quando va su, quando va giù), e tra i peggiori di Gosling (sì, è peggio di questo, e sì, Gosling sta rischiando grosso, ma non consapevolmente, allora almeno sarebbe fico) ma è anche uno dei peggiori film dell'anno, se non il peggiore (sì, peggio di questo, che almeno non aveva la prosopopea).
Lo aspettavamo, e avevamo paura, paura che si concretizzava durante la visione, inconcludente minuto dopo interminabile minuto: la coppia Refn/Gosling è scoppiata nel giro di un film - IL film del 2011 - e non è un caso che il progetto Fuga di Logan remake sia saltato.
OGD è Brutto.
Ma cosa lo definisce un film Brutto, cosa fa di questo film un Errore su tutta la linea? Non è, vi assicuro, solo una collezione di aspettative disattese, non è un mero "be' dopo Drive mi aspettavo un altro capolavoro", no, OGF è proprio brutto senza se e senza ma e senza sguardl. Insomma se vai a guardare gli ingredienti non sono poi tanto lontani da Drive: Refn che fa la regia secca, la storia che è ai minimi termini, il protagonista che parla poco e mena la gente, le luci al neon (ma manca totalmente la bella colonna sonora). 
Eppure, OGD è Brutto proprio per questi elementi, che sono gli stessi e contrari, dove in Drive erano sorretti da una solidità naturale, in OGD sono posizionati, sia nel testo, che nel tempo, che nello spazio, totalmente alla rinfusa.
Tutti gli elementi che hanno fatto la fortuna di quello, distruggono questo, schiacciato dal loro stesso peso. Sai quando vedi una cosa e ti piace e quando vedi un'altra cosa uguale e non ti piace? Ecco, quella sensazione lì.
Prima di tutto pollice verso verso (!) l'interpretazione di Ryan. Dove in Drive il suo sguardling (manovra che a lui ha riempito il letto di donne, a me la mail di consigli per "enlarge your penis") era un sunto perfetto di quello che un Eroe dovrebbe essere: poco parlare - molto fare, zero pensare - solo agire, in OGF il suo eroe - di nuovo vicino al mutismo, questa volta fastidioso, però, della serie "Cazzooo dicci qualcosa! DICCI! 'na filstrocca! un gioco de parole! Perché non parliii!!! [Cit. sì, citazione!] - è solo un bamboccio senza l'uso della parola ma manco dei muscoli visto che se pia un fracco de mazzate, pure se vestito come un damerino:

Ecco. Il non avere nulla da perdere, se non l'idea di Amore per la la MulliCagn, in Drive era la bellezza, poter spaccare la testa a uno in un ascensore senza pensare alle conseguenze era il quid; qui invece per davvero la violenza è vuota e autoindulgente



In più ai danni di povero tailandesi che non farebbero male a una mosca, al massimo se la mangiano.

Infatti guardate com'è ridotto il famoso Sguardling ora:

Me pare 'na triglia, 'na triglia al vapore che se ne va in giro a dare cartelle in faccia alla gente senza motivo! Senza. Alcun. Motivo. Valido.


ODF è Bruttissimo.
Brutta la storia, brutto quando ti ritrovi a tifare per la parte sbagliata della barricata - ti accorgi infatti ad un certo punto che il cattivo non è quello che va in giro a mozzare braccia tra un raviolo fritto e l'altro; brutti i personaggi, caricati di una gravità che diventa solo grevità [cit., ok? Non l'ho detto io, ok?]
In primis il thai-boss appassionato di karaoke e di agopuntura estrema e una faccia poco più che ordinaria (in Thailandia, ovviamente)
che non ha neanche il pregio di essere "paurosamente" ordinario (oltre l'orrido gusto nel vestiario).
Una Kristin Scott Thomas vestita come una baldracca dei block londinesi (una baldrock) che si sarà pure sentita "calda, ggiovane e "mi fido del regista" nell'uscire dal suo solito personaggio da inglese algida ed elegante e fare la cafona, ma che brutta figura ci fa. Imperdibile, in quanto a scrittura orrenda e stridente, la scena del ristorante dove mamma Kristin ci svela che Ryan è poco dotato. Non chiedete, è meglio.

Personaggi satellite inutili più di quanto di possa permettere di essere inutile un personaggio satellite [cit. ok! questa... ah questa l'ho detta io? ah ok]
E poi via di gelatine rosse e gelatine blu, che così capisco meglio i momenti di freddezza che Ryan ha e i momenti di calore che Ryan ha.
Gusto Puffo

Amarena

Puffo e Amarena insieme

CASCATA DI GHIACCIOLINI ALL'AMARENA!!!

PESCHE SCIROPPATE! PRUGNE MARINATE!

ODF è Brutto (non quanto l'ultima battuta che ho fatto, ci sto).
Ma proprio un brutto film dove TUTTO è sbagliato, dove le cose che potevano essere buone sono caricate di una spocchia e un'autoindulgenza che fa innervosire, anzi no aspetta, ma che ci fosse il nervoso, che ben venga la rabbia, siate benvenuti brividi di antipatia; per non parlare di quella bella spocchia che ci si può permettere quando si hanno strati interiori da sfoggiare. Di quella tracotanza derivata dall'essere bravi. Con Drive sì che c'era di che essere boriosi, con OGF c'è da essere umili e almeno fare ammenda. Dire: "sì ok, ci siamo sbagliati, era meglio che non lo facevamo proprio", che ora c'è pure il rischio che rimanga più il ricordo del fallimento che della gloria.
ODF è un Fallimento.
Di uno stile, di una coppia, della cinematografia. E presumibilmente anche dei cinema, visto che per la PRIMA volta in vita mia ho consiviso la visione con TUTTI loro. seggioline amarena:
Esatto. Ero SOLO! [ok! ok! ooookkk!] Per la PRIMA volta ho visto un film al cinema senza neanche uno spettatore in sala (e vi assicuro che l'orario, il cinema e il giorno scelto erano più che abbordabili da chiunque); a svuotare il cinema ci hanno pensato proprio quelli che dovevano riempirlo: un danese borioso che sarà probabilmente costretto a reimpatriare e un americano biondastro che potrebbe vedere chiusa il suo momento d'oro proprio oggi, proprio qui. Accumunati da un deficit di spalle.

Ryafn (crasi di coppia) cari, qui è meglio che vi andate a nascondere, che se è vero come è vero che "solo Dio perdona", allora vi rimane solo un posto al cinema in paradiso, perché per noi spettatori sarà difficilissimo, se non impossibile, perdonarvi questa bruttura. [Ultima Cit., giuro]
Wanna do another movie insieme, Ryan? 

Come tag line io metterei: "I fulmini non cadono mai due volte nello stesso punto" oppure "Fa Schifo!".

E dagli con la locandina - unica cosa bella - versione Enter the Avoja